Dalle Rovine, Luciano Funetta

#Stregathon: Dalle Rovine – Luciano Funetta

6 maggio 2016 - Letture

Finalmente ho terminato Dalle Rovine di Luciano Funetta. Dico finalmente non in senso liberatorio di chi si è trascinato una lettura pensante, ma di chi ha aspettato mesi (non si sa bene per quale motivo) per leggere l’esordio di cui tutti parlano e che è finito dritto fra i finalisti dello Strega. Il mio #Stregathon non poteva cominciare in modo migliore.

Dalle Rovine non è un romanzo che si legge per la trama, che infatti è molto semplice: Rivera, allevatore di serpenti che vive nella città di Fortezza in condizione di isolamento auto-inflitto, finisce per diventare l’uomo più desiderato dai produttori e dai registi di porno artistico. Tutto qua. Anche se come preambolo può sembrare tutto un po’ bizzarro, leggerete Dalle Rovine perché non potrete fare a meno di non leggerlo.

 

Dalle Rovine, Luciano Funetta

Grazie a Tunué, che mi ha inviato il romanzo in formato digitale!

 

Fortezza è una città inventata, che già dal nome però fa capire al lettore di essere un posto chiuso in se stesso, un posto dove quasi sembra che non si aggiri nessuno e che tutti vivano in solitudine, come Rivera. L’altra città che si contrappone a Fortezza è Barcellona, ma se pensate alla città viva e chiassosa vi sbagliate: Rivera scoprirà una Barcellona nascosta, segreta, a cui viene introdotto da un personaggio misterioso che entrerà nella sua vita in modo prorompente e che si prenderà molto di più di quanto Rivera non si aspetti.

La vicenda è a tratti narrata da voci di cui non si scopre mai l’appartenenza e che sono come ombre che seguono Rivera, comprendendone motivazioni e paure. Confesso che questo aspetto mi intimoriva molto e pensavo che non mi avrebbe fatto apprezzare il romanzo, invece mi sono dovuta ricredere, perché Funetta riesce a calibrare benissimo questo mezzo, facendo salire alla stelle la tensione crescente che si avverte man mano che si prosegue la lettura.

“[…] in qualche modo il film aveva a che fare con la moltitudine, con la forza spietata della moltitudine e con la segretezza della solitudine, con le allucinazioni e gli incantesimi provocati dalla solitudine”

L’esperienza di lettura per me è stata totalizzante. Mi sono sentita trascinare per il vortice in cui finiscono i vari protagonisti, ho sentito il silenzio desolante di Fortezza e il senso di spaesamento di una piazza di Barcellona. Mi sono sporta insieme a Rivera e ho guardato dentro a un baratro, circondata da ombre, senza sapere cosa fare.

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